
Tra sabato 31 maggio e Domenica 1 giugno si svolgerà la 36.a edizione della 100 km del Passatore, si parte da Firenze e si arriva a Faenza attraversando l'appennino tosco emiliano.
La difficoltà tecnica del percorso unita all'unicità del paesaggio la fanno tra le 100 km più affascinanti al mondo. Sempre più persone si dedicano a questa gara e alcuni di noi quest'anno vi parteciperanno: Marco D'Innocenti , Mario Serino (Marione) e Andrea Rigo (Andrea di corsa).
Altri, come me e Denise, Andrea e Ivana e forse pure Ezio saranno i blogger sul percorso che inciteranno e aiuteranno tutti al loro passaggio.
In questo primo post facciamo raccontare a Ugo Graziani, mio amico, la sua esperienza nell'affrontare questa gara, per lui sarà la settima partenza e quindi ha già una certa esperienza e sopratutto la voglia di pensare già alla prossima. Buona lettura, commentate l'argomento e in seguito faremo altri post con il materiale che ci arriverà.

La mia 100 km del Passatore.. di Ugo Graziani.
Vediamo di fare un po’ d’ordine tra le mille congetture che circondano il miraggio della cento del Passatore, analizzando punto per punto quegli aspetti che possono, una volta chiariti, mettere tutti, o comunque la stragrande maggioranza degli atleti, nella condizione di concludere senza tanta sofferenza questa sfida indimenticabile.
1) l’ho sempre detto e lo ribadisco: preparare una cento di “buon senso” è molto più comodo che tentare di preparare una Maratona veloce e questo sia per l’impegno psicologico rispetto agli allenamenti, sia per il ridotto stress muscolare.
2) Il vero allenamento riguarda l’adattamento delle strutture articolari al carico, blando ma prolungato e l’allenamento della testa
3) Fare una Maratona in tempi decenti a novembre, ripeterla a febbraio o marzo, significa avere già fatto il più per una cento
4) Correre una maratona significa raddoppiare il chilometraggio con il sistema Galloway
5) Con questo sistema sono arrivato a correre il Passatore del 2004 in 10 h 22’
6) La prima, se accompagnati da chi già ne ha fatta almeno una, è la più facile. La cosa migliore è godersi il panorama mozzafiato, le feste di paese, i bambini che battono il 5 e forniscono acqua e bevande ad ogni angolo di strada, la notte, le lucciole, i silenzi, la suggestione che strega, il valore che solo vivendo possiamo dare a questa nostra impresa e se continuo così il Passatore lo abbiamo già finito e poi non posso dirvi tutto….comunque alla prima godetevi tutto questo e fatevi trasportare da tutte le emozioni che sa regalare, non sarete voi a correre ma la strada sotto i vostri piedi.
7) Il percorso offre alcune difficoltà ma anche lì è importante capire come gestirle
8) Normalmente si parte con il caldo ma questo non vuol dire che in Appennino continuerà a farne, indumenti leggeri in partenza ed ai supporters affidare un ricambio dai contenuti più “caldi”.
9) Le scarpe: alle prime 2 partecipazioni, dopo la Colla ho cambiato le scarpe, non ce n’è bisogno anzi usate scarpe leggere senza un alto grado di protezione, fatevi i conti di quante tonnellate risparmierete a fine gara e poi il passo non sarà mai troppo traumatico, non è, non può essere una corsa troppo impegnata quindi, a mio giudizio, non servono “scarponi”.
10) Le variazioni altimetriche sono una costante, 3 km e si sale già per Fiesole, 7 km in tutto molto impegnativi per una partenza a freddo, lasciate andare i “cavalli pazzi”, li raccoglierete tutti sulla salita della Colla. Dopo Fiesole, sali-scendi comodo e bello delle Colline Toscane, anche con il caldo la vegetazione rende tutto piacevole e si parla di tutto e con tutti di aspettative e strategie. Passato il 20° si vedono montagne lontanissime, lì è automatico pensare: quando sarò lassù mi mancheranno 52 km, ammetto che non può essere tanto confortante. Vetta alle croci, “pettata” ripida di 400 mt e poi discesa verso “Borgo”, questo a mio giudizio è il pezzo più noioso, macchine e moto la fanno da padroni, i supporters sono invitati a non essere tali in questo tratto.
Entrati a Borgo s. Lorenzo si blocca il primo lap e qui si fanno i primi conti, se siete in ritardo di poco non preoccupatevi se lo siete di molto rimandate all’anno successivo le vostre velleità di record. 33° fatto, vi aspettano 9 km circa di falsopiano con salita percepibile ma consente di correre e finalmente “l’attacco alla Colla”. Salita ripida con pendenze in alcuni punti prossime al 18%, correre in certe condizioni fa solo male, prendetevela comoda anche se non dovete far freddare le gambe, motore acceso, quindi, ma senza faticare.
Arrivati alla Colla già siete degli uomini diversi, potrete anche ritirarvi ma niente e nessuno sarà come prima. Discesa, Casaglia e Marradi, è il tratto più infido, l’euforia può giocare brutti scherzi, mai forzare l’andatura e correre semplicemente facendo rilassare le gambe dalle salite che avete percorso. Il Passatore sta per cominciare.
Marrani, 65° km qui comincia la Gara, 35 km interrotti dalle lucciole e qualche luce artificiale all’orizzonte, dicono che sia in discesa ma io non me ne sono mai accorto, sali-scendi costante, forse in positivo ma con tanti km fatti…Brisighella è il miraggio più agognato, strappetto e poi il lancio verso Faenza, mancano 12,5 km ed oramai più niente e nessuno potrà impedire al vostro sogno di divenire realtà, statale al buio, 9,2 km prima del viale di Faenza, all’inizio di questo c’è un cartello stradale che indica un solo nome: FAENZA, 2,5 km di esaltazione totale ma anche di ansia di terminare e poi piccola curva ed il traguardo…..avete fatto il Passatore!!!!
11) Alimentatevi, “i grassi bruciano nella Fornace degli zuccheri” ma attenzione anche agli squilibri idro-elettrolitici, Sali a reintegrare soprattutto con il caldo. Il prosciutto magro ma salato torna comodo!
12) Per l’allenamento vi rimando alle prossime scritture ma vi faccio una raccomandazione, anzi vi do un consiglio: se non volete fare il Passatore….non andate a vederlo!